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Torna l’appuntamento con il cinema indipendente giunto alla quinta edizione: doppia location, doppie emozioni. In montagna e al mare.

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«No, io quest’anno non sarò a Venezia, vado al CICI», questa la nuova risposta d’obbligo per i giovani registi o gli appassionati di cinema indipendente.  Arrivato alla quinta edizione, CICI Film Festival quest’anno offre una doppia possibilità: in montagna dal 22 al 29 agosto 2015 a San Potito Sannitico (Caserta) e al mare dal 29 agosto al 5 settembre 2015 a Castellammare del Golfo (Trapani), sede storica della rassegna che ha trasformato il borgo siciliano in un centro di sperimentazione cinematografica. La formula del CICI, infatti, prevede che una selezione di registi, scelti tramite open call, realizzino un cortometraggio in una settimana di tempo, su un tema scoperto solo all’arrivo in Campania, nel Parco Regionale del Matese, e in Sicilia, tra le spiagge di sabbia finissima e il castello arabo-normanno.

Mentre i film-maker sono al lavoro, per tutta la settimana in entrambe le sedi un fitto programma di appuntamenti collaterali animerà il paese: dibattiti, concerti e proiezioni sotto le stelle, nell’attesa di scoprire il cortometraggio vincitore. Se il vostro sogno è quello di apparire sul grande schermo o di sfilare su un red carpet, allora tutti a San Potito Sannitico e a Castellammare del Golfo, visto che attori, comparse e maestranze sono scelti tra i cittadini o tra chi in paese è solo di passaggio.

How to: CICI 2015, dal 22 al 29 agosto a San Potito Sannitico (Caserta) e dal 29 agosto al 5 settembre a Castellammare del Golfo (Trapani).

Percorso delle acque

intervento artistico a cura di Ester Espeztia
intervento artistico a cura di Ester Espeztia

…esistono nel Comune 4 sorgive di acqua pura e salubre, le quali per tubolature situate sottoterra animano le fontane poste quasi tutte nell’abitato a pochi metri di distanza l’una dall’altra. Ogni fontana è fornita di vaschetta apposita per uso di abbeveratoio di animali. Evvi pure nel Comune tre pubblici lavatoi, …ripieni sempre d’acqua chiara e limpida perchè animati dal rigurgito delle acque delle fontane medesime, nel cui lato posteriore trovansi tutti fabbricati. Benché scavati, pure sono i medesimi comodissimi al bisogno necessario, e la classe delle lavandaie non soffre per umidità poiché il terreno ove trovansi situate le vasche è coverto di un fitto lastricato di pietre. Non si tralascia di notare che il rigurgito di dette acque insieme riunito viene impiegato ad animare un mulino di proprietà del Comune e allo innaffiamento di campi al paese circumvicini.

L’acqua, con le sue opere e i suoi regolamenti, è da sempre presente nella vita dei cittadini di San Potito e col taglio del boschi e con la fida pascolo ha rappresentato, nei secoli passati, seppure con sorgenti modeste, uno dei sostegni più significativi all’economia locale.
Intorno all’acqua si raccolsero i primi gruppi familiari a formare delle Comunità legate ad essa per i bisogni nutrizionali e igienici. Già in epoca romana l’acqua venne canalizzata per soddisfare le esigenze idriche e idrotermali di una ricchissima villa (forse le terme dedicate ad Ercole della vicina Alife); durante il Medioevo, quale bene comune, l’acqua venne utilizzata principalmente per gli animali, nelle porcilaie e negli abbeveratoi e più tardi, distolta dal naturale deflusso, fu raccolta e utilizzata per azionare il mulino comunale della località Porta, oltre che per irrigare gli orti dell’intero paese e i campi messi a coltura. Infine, con i lavatoi, l’acqua consentì maggiore attenzione alle norme igieniche e con le concessioni di penne d’acqua, venne consentito l’uso privato della stessa ai cittadini di San Potito.
Pur essendo un paese di collina, San Potito presenta un gran numero di toponimi legati all’acqua: Formose, Pozzo, Pantane, Via Rivo, Località Fontanelle, Piscina, Sugli, Paratella, Vallone e la stessa località Porta. (Tratto dal libro: San Potito Sannitico, da villaggio rurale a città del parco, progetto e cura Nicolino Lombardi).